Fiat 133

Presentata al Salone dell’Automobile di Barcellona nel maggio 1974, rappresenta un Progetto Fiat accantonato, riproposto per la Seat quale erede delle anziane Seat 600 e Seat 850, che cominciavano ad accusare il peso degli anni, e destinata anche ai mercati meno esigenti e in via di sviluppo (Sudamerica e Turchia, dove veniva venduta con marchio Fiat, mentre in Spagna, Portogallo, Germania e Paesi Bassi con marchio Seat). Oggi verrebbe definita una low-cost, antesignana della Fiat Palio del 1996. In buona sostanza, la 133 era una 850 con carrozzeria ridisegnata: dell'utilitaria Fiat, infatti, conservava l'intera meccanica (telaio e motore posteriore longitudinale a sbalzo di 843cc da 34 cavalli), incluso il passo di 202 cm. La carrozzeria, di nuovo disegno, era però una sorta di ibrido fra quella della Fiat 126, a cui s'ispiravano frontale e coda, e quella della Fiat 127 a cui assomigliava la parte centrale della vettura. Il risultato finale fu un'automobile di 345 cm di lunghezza, 142 di larghezza e 132 di altezza e di circa 690 Kg di peso, misure che la collocavano a cavallo tra la "piccola" 126 e l'utilitaria 127. Gli interni erano specifici e di modesto livello estetico e qualitativo, e riprendevano in buona parte quelli, ormai datati, della stessa 850, con strumentazione ridotta al tachimetro e all'indicatore di livello carburante; anche l'abitabilità non era eccezionale. Tuttavia, nel concorso "Auto dell'anno" 1975 giunse al nono posto con 6 voti. Prodotta negli stabilimenti spagnoli fino al 1979, veniva distribuita con il marchio Fiat (con la dicitura "Made by Seat") nei mercati sudamericani, in Germania, in Belgio ed in Paesi Bassi e col marchio Seat in Spagna ed in Portogallo. Dal giugno 1975 fu venduta anche in Gran Bretagna, attraverso le concessionarie Fiat, dato che la Seat non era provvista di una rete commerciale locale. Dall’aprile del 1977 fu assemblata anche in Egitto sia per il mercato interno che per l’esportazione verso l’Iraq. Nello stesso anno e fino al 1982 fu costruita anche dalla Fiat in Argentina in 15.821 esemplari, presso lo stabilimento Fiat di Córdoba in due allestimenti, "Standard" e "Deluxe". Quest'ultima presentava una mascherina in plastica anteriore, di colore grigio, senza nessuna funzione se non estetica - che comunque ne cambiava la fisionomia rispetto alla versione Seat - fascioni in plastica nera e modanature di protezione laterali. Come optional poteva montare le ruote a cerchi forati al posto di quelle della Fiat 850. Fu distribuita anche negli altri paesi dell'America Latina. Equipaggiata con due motori da 903 cc di cilindrata, di derivazione Fiat 127, disponeva di 37 cavalli nella versione più potente e di 34 in quella depotenziata per poter utilizzare benzina a 85 ottani.
Il suo successo commerciale fu invero assai modesto e non ne risulta alcuna importazione ufficiale in Italia se non qualche esemplare immatricolato da concessionarie Seat. In particolare non era in listino ma era disponibile tramite importazione parallela per i dipendenti Fiat, che potevano godere di forti sconti. La sua erede può considerarsi la Fiat Panda, lanciata nel 1980, che nella sua prima versione (così come la sua omologa Seat) disponeva dello stesso motore di 34cavalli della Fiat 850, adattato per il montaggio in posizione anteriore. La produzione, che ammonta a 190.984 unità, termina nel 1982, a seguito della cessione del marchio Seat al gruppo Volkswagen.

Bugatti Veyron (2012)

La Bugatti Veyron EB 16.4 è un'automobile sportiva ad alte prestazioni, prodotta dalla Casa automobilistica francese Bugatti a partire dal 2005. 
La Veyron è nota per essere una delle auto di serie più costose al mondo durante il periodo di produzione ed è stata al lancio l'autovettura di serie (sebbene in piccola serie) più veloce mai costruita, con una velocità massima di 408,47 km/h. Ha mantenuto il primato fino al 13 settembre 2007, quando la SSC Ultimate Aero TT ha stabilito il nuovo record di 412 km/h, poi il record venne ripreso dalla stessa Bugatti nel giugno del 2010. Viene costruita nello stabilimento Bugatti di Molsheim, dove aveva sede l'azienda originaria fondata dall'imprenditore italiano Ettore Bugatti. Prende il nome dal pilota Pierre Veyron, che vinse la 24 Ore di Le Mans nel 1939 correndo con una Bugatti.